Il festival si è dato lo scopo di essere occasione
per evidenziare e rinsaldare il legame fra teatro della natura e alcuni
dei temi più interessanti del dibattito ecologico ed ambientale.
Questo aspetto è stato nominato “L’accademia del bagolaro”
in omaggio al grande albero sotto cui alcuni “maestri di pensiero”
sono stati invitati a comunicare le loro riflessioni, idee ed insegnamenti
ad un pubblico variegato e non specialistico.
Questa ambientazione è stata scelta con l’intento esplicito
di indurre modalità comunicative dirette e quasi “antiche”,
eliminando quindi l’uso ormai standardizzato di presentazioni in
power point, proiezioni di grafici e altri strumenti tecnologici multimediali.
Tale impostazione comunicativa si è mantenuta per tutti gli incontri
ed è stata ritenuta molto stimolante dagli intervenuti.
Ad oggi abbiamo parlato di energia e di futuro con Jeremy Rifkin, delle
sfide della sostenibilità con Mario Tozzi , di quel che ci insegnano
i cambiamenti climatici con Luca Mercalli, di "decrescita felice"
con Maurizio Pallante, di “critical garden” con Michela Pasquali
e molti esponenti del movimento, di giardinaggio “contro il giardino”
con la scrittrice Pia Pera, e il paesaggista Antonio Perazzi, di "meditazione
di paesaggio" con Luigi Lombardi Vallauri, di geopoetica con Matteo
Meschiari, di "paesaggio sonoro" con Giovanni Arpini e Guido
Pinoli , di fabbrica e di amianto con Ulderico Pesce ....
L’esperienza realizza ha evidenziato le interessantissime potenzialità
insite nell’accostare gli eventi di teatro natura alla presenza
di esperti e teorici della cultura ambientale: offrire al pubblico partecipante
un’occasione di riflessione e approfondimento culturale sfaccettata
e realmente multidisciplinare, fornire agli artisti presenti utili e stimolanti
elementi di supporto teorico, far scoprire a personalità centrali
del dibattito ecologico ed ambientalista le intuizioni e le capacità
comunicative insite nella pratica del teatro-natura.
|