Forte
dell’esperienza maturata nelle due edizioni precedenti, nell’ex
discarica di Valle Manina il “Villaggio mobile di azione artistica”
si trasferisce in un luogo totalmente diverso: il Parco Naturale
di Rocchetta Tanaro.
Il
Parco sia dal punto di vista del clima, sia da quello della vegetazione
si trova al centro di una sorta di ponte fra la zona delle Langhe, dove
ancora si manifestano gli influssi mediterranei e quella del sistema
collinare torinese, dove sono presenti relitti di vegetazione alpina
glaciale .
Gran parte della superficie del parco è coperta da bosco misto
di querce in cui le chiome leggere ed ariose degli alberi consentono
alla luce di raggiungere facilmente il suolo, permettendo così
lo svilupparsi di un gran numero di specie di fiori selvatici ed arbusti
che danno rifugio a moltissimi uccelli nidificanti e piccoli mammiferi
fra cui il tasso scelto come simbolo del parco.
In
questo contesto il festival, fedele alla sua ispirazione di fondo che
ricerca li contatto con la specificità e l’irripetibilità
del luogo prescelto, si modifica: da un lato estendendosi dalla mattina
alla notte fonda per creare un’occasione di permanenza prolungata
nel bosco consentendo di coglierne i mutamenti attraverso le ore, nella
luce, nei colori, nei suoni e nell’attività degli esseri
che lo popolano; dall’altro accostando spettacoli e laboratori
di scrittura creativa e narrazione che stimolino i partecipanti a mettere
a fuoco ed a esprimere le emozioni suscitate dal contatto con la natura
di quello specifico paesaggio.
Si tende a creare un posto in cui “stare e agire” per un
pubblico di ogni età, un modo nuovo di “fare comunità”,
una sorta di ricerca collettiva del “genius loci”, per vedere
se il teatro riesce ad evocarlo, ad aiutarlo a manifestarsi ….
Per scoprire/suggerire che un parco non serve solo alle moltissime,
irrinunciabili cose a cui tutti sappiamo che serve … ma che in
più, lì c’è o si può cercare, una
possibilità più profonda, più intima, personale
di riconnessione con il nostro pianeta vivente.
Nella
scelta delle compagnie teatrali e degli artisti coinvolti il
Festival accanto a personalità di livello nazionale (quali la
compagnia O Thiasos TeatroNatura di Roma, antesignana del teatro
– natura in Italia, chiamata a presentare più di una creazione
in una piccola “personale”, la compagnia Erbamil
ecc.) accoglie gruppi giovani a cui fornisce un contesto stimolante
per sperimentarsi e far conoscere la propria attività ( la nuovissima
formazione di musiciste- teatranti Senza espressione di Asti,
la Cooperativa Sociale Produzione e Servizi che gestisce l’Ostello
del parco e sperimenta nuove forme di educazione ambientale)
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