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lezioni di giardinaggio planetario




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lezioni di giardinaggio planetario

2015
Emons Italia

lezioni di giardinaggio planetario
2014 Collana Le Rose Selvatiche
Casa Editrice Ponte alle Grazie


Intervista GEO RAI 3 - 1a parte

Intervista GEO RAI 3 - 2a parte


Intervista Unomattina RAI 1 del 18/06/2014


Il Sole 24 Ore - 18.05.14 - Pia Pera - Giungla nell'asfalto

Il giardiniere è stanziale, l'attore nomade. Lorenza Zambon è l'uno e l'altro. Alla Casa degli Alfieri, nelle colline del Monferrato, aveva trovato un impenetrabile irsutissimo gerbido. L'ho sentita raccontare l'addomesticamento di quell'incolto in una delle prime rappresentazioni di Variazioni sul giardino.

Nella luce morbida di un crepuscolo di mezza estate, spuntando da dietro una macchia di lauri e di elci, servendosi di pochi oggetti - una cassetta di legno inclinata, un secchiello di terra, qualche frasca di potatura - aveva trovato lauta per raggiungere il cuore di grandi e piccoli, acculturati e non, trasmettendo le emozioni e la meraviglia di cui ciascuno di noi ha almeno un presentimento mettendo le mani nella terra e trafficando tra piante.
Sono passati anni da allora. Lorenza Zambon ha continuato instancabile a raccogliere storie, da incontri come da libri: di una Detroit fantasma riconquistata dalla foresta dove Novella Carpenter realizza un esperimento di orticoltura e allevamento urbani, dell'epilobio, l'erba del fuoco, che incendia di fiori le macerie di Berlino bombardata, di Nandino che lascia al giudizio delle galline di accertare se sia più gustoso il vecchio mais a otto file o quello nuovo arrivato dall'America, di Bordeaux dove la bella Place Léon Aucoc si salva da inopportuni abbellimenti grazie adite architetti così audaci da presentare un progetto di non intervento, di una coppia di Brugherio che demolisce certi redditizi garage per ricavarne la magia di un giardino, delle erbe antiche sopravvissute a fil i muro intorno alle chiese romaniche, della sua mamma che, impeccabilmente vestita, si procura rubando talee, dell'inglese Joyce che, semi in tasca, riempie di fiori le periferie. Sono Lezioni di giardinaggio planetario. Il titolo si richiama a un concetto di Gilles Clément: Il giardino non è, come si è ritenuto per millenni, qualcosa circoscritto da una recinzione, ma la terra tutta intera.
I semi, piccole compatte astronavi, non conoscono confini: viaggiano trasportati dal vento o dai fiumi, dagli animali, da suole di scarpe o maglioni di lana; possono morire dispiegandosi in rami e foglie se troveranno condizioni favorevoli di temperatura, salubrità dell'aria e dell'acqua che nessuno può garantire da solo ma che ciascuno può danneggiare oppure favorire. Lorenza Zambon scrive del suo disappunto quando, chiesto a Clément cosa dovesse fare, in pratica, ciascuno di noi per dare il suo contributo di giardiniere planetario, si sarebbe sentita rispondere che per incidere in modo significativo ci vuole potere politico, quello cui compete deliberare se inserire o meno nei piani regolatori spazi vuoti da lasciare a friche, liberi di ospitare semi di passaggio e di evolvere senza l'intervento umano. Responso che ha mortificato la vena anarchico-libertaria della nostra attrice-giardiniera, amica dei guerrilla-gardeners come di chiunque si prenda a cuore le sorti di un pezzetto di terra anche non suo, per niente disposta a incrociare le braccia delegando in toto.
Lorenza Zambon non rinuncia a compiere almeno un gesto, non importa quanto circoscritto, per esprimere dissenso dalla cementi-ficazione dominante, non è disposta a lasciarsene schiacciare, ammira le indomite erbacce capaci di fessurare con la loro energia asfalto e cemento. Dai e dai, qualcosa cambierà: vuoi interrando bulbi di giunchiglie così da fare sbocciare a primavera parole di speranza, vuoi ornando di fiori aiuole urbane abbandonate all'incuria, vuoi coltivando orti sociali. E soprattutto, cosa che è nel suo potere di attrice itinerante, accendendo la fiammella verde della biofilia. Certo, anche l'intervento politico conta. Al Diavolo Rosso di Asti conosce Gino Scarsi, vicesindaco di un paese, Canale d'Alba, dove la giunta ha deciso di non concedere ulteriori licenze edilizie anche in considerazione del fatto che il terreno fertile comincia a scarseggiare, e trarre sostentamento dalla terra è il fondamento stesso dell'abitare un luogo.

Lorenza Zambon Lezioni di giardinaggio planetario, Ponte alle Grazie, pagg. 108, euro 10,00