torna indietro Militanza e ricerche

I narratori dei luoghi
Progetto di ricerca con metodologia teatrale
condotto da Lorenza Zambon nell’ambito del progetto


Progetto GAL Leader +

Ricerca “Il paesaggio culturale”
Sezione “La relazione affettiva uomo - paesaggio”

Schema cronologico
e descrizione del processo di lavoro

Prima fase (febbraio 2003)
(ricerca bibliografica di base - instaurazione rapporti con enti ed associazioni locali - preparazione materiali teatrali e musicali “di presentazione” e “ di innesco” dell’iniziativa)

- La preparazione di base si è fondata principalmente su due diverse sezioni bibliografiche: a) testi riguardanti la relazione uomo- paesaggio, il formarsi ed il modificarsi della coscienza paesistica nel corso della storia, i vari approcci interpretativi al paesaggio, ecc. (vedi allegato ..); b) la vasta bibliografia sul territorio astigiano presente presso la Biblioteca Astese. E’ stato reperito un solo testo riguardante specificamente il comune in esame (“Sulla muraglia. Storia di Castagnole Monferrato dalle origini al 1800” a cura del Prof. Luigi Gai, Asti 1973)

- Il Sindaco di Castagnole e, suo tramite, i membri del Consiglio Comunale e della Pro Loco sono stati coinvolti fin dall’inizio nella progettazione dell’intervento ed in particolare nell’organizzazione e publicizzazione di un primo incontro pubblico teatrale-musicale-conviviale volto a presentare l’iniziativa e gli operatori agli abitanti e nello stesso tempo a creare le condizioni per un primo effettivo “scambio di storie” . Le stesse persone hanno agito anche come “mediatori iniziali” individuando e contattando personalmente una serie di abitanti noti come interessati agli argomenti investigati e disponibili alla narrazione.

- Si è predisposto un montaggio scenico di brani teatrali e musicali da presentare in apertura dell’incontro di qui sopra, fino ad assemblare un piccolo evento di circa cinquanta minuti.
I testi teatrali sono stati scelti all’interno del repertorio di Lorenza Zambon, che da anni centra la sua ricerca e produzione teatrale sulla relazione fra l’uomo, la natura e il paesaggio che contiene entrambi.

(In specifico: “ Voglio parlarvi di un pezzo di Terra” dallo spettacolo “Variazioni sul giardino”; “E’ cambiato il mio senso del tempo” e “La storia del grande pioppo” da “Sette volte bosco, sette volte prato”. Questi brani esprimono l’esperienza e lo sguardo di una cittadina trapiantata a vivere sulla cima di una collina del Monferrato, e contengono già frammenti di storie tratte da quei luoghi. I relativi testi sono reperibili nel sito

I brani musicali sono canzoni popolari raccolte ed interpretate da Caterina Pontrandolfo, cantante e ricercatrice musicale.

(La Birignita - canto di Calosso
La prima stella - Canto di Calosso
Mi chantu - Canto d'amore della Val Maira
La preghiera del pastur - di Dario Anghilante - Val Maira
La bella giardiniera - Canto di Calosso
Aveva gli occhi neri - Calosso
Io parto per l'America - Villanova d'Asti
Casina sula - Villanova d'Asti)

In tutta questa fase preparatoria Lorenza Zambon è stata affiancata dalla Dott. Alessandra Rossi Ghiglione (docente di drammaturgia presso Il D.A.M.S. dell’Università di Milano, ideatrice del progetto “Terra di racconti”, esperta di teatro sociale, consulente del Comune di Torino per il Progetto Periferie)

Seconda fase (marzo 2003)
(presa di contatto con la popolazione soggetto della ricerca – individuazione dei “narratori” – svolgimento ricerca e raccolta del materiale narrativo e visivo)

- Il giorno 1 marzo è avvenuta la prima “presa di contatto” con la popolazione interessata dalla ricerca tramite l’incontro teatrale e conviviale denominato “Storie di Castagnole. I narratori dei luoghi” presso la Cascina “La Mercantile”. (Il luogo stesso è stato scelto in quanto particolarmente significativo nella storia del paese, recentemente restaurato e, dopo alterne e complesse vicende, acquisito nuovamente dalla comunità) L’incontro è stato organizzato con la collaborazione attiva del Comune di Castagnole e della Pro Loco (che ha curato gli aspetti eno-gastronomici). A seguito degli “stimoli” teatrali e musicali forniti ha avuto luogo una (piuttosto vivace ) forma di narrazione collettiva che ha permesso di cominciare ad individuare alcuni temi e luoghi ricorrenti nella percezione degli abitanti, nonché un primo gruppo di potenziali “narratori”. (tutta la serata è stata videoregistrata)

- Nelle settimane successive (nel corso di molte giornate di lavoro) si sono svolti gli incontri/ interviste individuali, nonché alcune “esplorazioni guidate” dagli stessi abitanti a luoghi che via via emergevano come centrali nell’immaginario e nel ricordo collettivo.

I “narratori” sono stati stimolati inizialmente con domande di questo tipo:
- Cosa di questo paese e della sua campagna farebbe vedere a qualcuno che viene da fuori? Dove lo porterebbe?
- Quali persone bisognerebbe conoscere per farsi un idea del posto?
- Ci sono luoghi particolari su cui si raccontano storie, leggende? Che sono o sono stati importanti nella vita del paese o nella sua propria vita personale?
- Come è cambiato questo posto nel tempo della sua memoria? E il paesaggio che ha intorno?
- Cosa c’è di nuovo? Cosa non c’è più?
- Come vede questo posto nel futuro? E lei come lo vorrebbe?
- Che motivi può avere qualcuno per andarsene da qui? E che motivi può avere per venirci ad abitare? (ecc.)

Le persone coinvolte in questa prima fase sono state una trentina, fra cui Dott. Primo Avidano (“storico” medico condotto), Luigi Gatti (produttore di vini e “notabile”), il Dott. Francesco Borgo ( fotografo appassionato e osservatore dei cambiamenti del paesaggio), Luigi Massetti (cacciatore), Fiorenza Galliano (“decana” della frazione Molvegio), “il Cesco” e Romano Borgo (membri della banda musicale), “la Dorina” con figlie e nipoti (titolari della macelleria), i coniugi Bosco (titolari del mobilificio), Marina “la russa” e i coniugi Felix e Monica Pinekeli “gli svizzeri” (nuovi residenti), Luca Ferraris (il più giovane produttore di vino), Giorgio Ferraris (“il falegname”), la famiglia Marengo (produttori), Chiara Zumaglino (“la locandiera” realizzatrice dell’attuale “locanda dei musici”), il gruppo di anziane signore risiedenti nella parte più antica del centro storico ( “la contessa”, “la governante”, “la regina del marten” …), ecc.

Tutta l’attività di qui sopra è stata ripresa con telecamera digitale (operatori Giuseppe Varlotta, Fabio Poletto, Giacomo Verde) per un totale di circa 5 ore di “girato”.


Terza fase ( aprile – maggio - 15 giugno 2003)
(realizzazione testo narrativo – messa in scena e presentazione pubblica dello spettacolo teatrale – ulteriore raccolta di narrazioni spontanee)

- Si è proceduto all’elaborazione del materiale ottenuto nella fase precedente di ricerca sul campo, usando una metodologia drammaturgica per ottenere un’unica narrazione coerente che restituisce e fa affiorare i principali luoghi e percorsi del sentimento così come emergono dai racconti dei molti narratori coinvolti.

Racconti e luoghi sono stati organizzati secondo il seguente schema (riportato a titolo di esempio):

- La leggenda di Santa Margherita e San Pietro ( e relative pievi, una oggi semidistrutta, con ancora visibile un antico simbolo: la sirena a due code. Annesse storie “del frate eremita” e “dell’incanto”)

- Il paesaggio sotterraneo ( Le gallerie medioevali per Montemagno e la Bonina, il semi - leggendario “pozzo con le lame”, la galleria del vecchio trenino, i bellissimi “crutin” esistenti, il ritrovamento del dimenticato “crutin con le statue” sul bricco “delle belle donne” e delle sue statue ormai distrutte)

- La Miraja (visita “sentimentale” alla parte alta e più nobile del paese, condotta da due dei più rappresentativi abitanti, con annesse storie della finestrina degli innamorati, della scalinata del castello, della “fontana dan Valsia”, della “banca del Marten”, della casa del Bartolero (mitico avo di Cristoforo Colombo), della “musica delle statue” …)

- “Qui era tutta vigna, tutta vigna …” (la percezione del paesaggio, il ricordo dei vecchi di una campagna tutta coltivata, lo spopolamento, l’abbandono dei coltivi e l’invasione del “gerbido”, le nuove controtendenze …)

- “Qui c’è tanto da fare …” ( i nuovi giovani coltivatori, i residenti che vengono dall’estero, lo sguardo di chi ha scelto di uscire dalla città … le percezioni del futuro)


Questo lavoro ha avuto come risultato la composizione del testo narrativo –teatrale “Del gerbido e della vigna. I narratori dei luoghi

- Il testo suddetto ha costituito la base della messa in scena dell’omonimo spettacolo teatrale multimediale “Del gerbido e della vigna. Racconto per voce, musica e immagini sul paesaggio e su chi lo crea” , che ha visto la partecipazione, oltre che di Lorenza Zambon come narratrice e regista, dell’artista visivo Giacomo Verde ( che si è occupato della rielaborazione video-live delle immagini elettroniche raccolte sul campo) e del compositore e musicista Gianpiero Malfatto. L’ambientazione scenografica è stata ottenuta utilizzando un vecchissimo palco da banda musicale reperito da un trovarobe sul territorio.
La realizzazione dello spettacolo è stata possibile con il sostegno economico fornito dal festival “Naturalmente Arte 2003” che si è assunto le spese di produzione.

- In data 23 e 24 maggio lo spettacolo è stato presentato presso la Cascina La Mercantile di Castagnole Monferrato con grandissima partecipazione di pubblico sia residente che proveniente da Asti e da tutta la regione. L’evento ha costituito un momento forte di “restituzione” al paese delle storie e dei sentimenti dal paese stesso prodotti attraverso l’elaborazione del linguaggio artistico ed ha creato nei partecipanti una forte emozione collettiva che si è espressa anche nel periodo successivo con l’allargamento spontaneo del numero delle persone interessate e disponibili a farsi “narratori”.

- Nel mese di giugno, a integrazione del lavoro precedente ha avuto luogo un ulteriore raccolta di materiale, stavolta fono registrato o fissato con appunti scritti.

Quarta fase (ottobre – novembre – dicembre 2003)
(realizzazione video – realizzazione “mappa di comunità” – riorganizzazione materiali testuali e fotografici e stesura della documentazione )

- Il lavoro è ripreso con la creazione del video “ Del gerbido e della vigna. Video frammenti”. Lorenza Zambon e Giacomo Verde hanno lavorato ad una nuova elaborazione di tutto il materiale prefiggendosi di ottenere non una pura documentazione ma bensì un prodotto autonomo di buona resa artistica utilizzabile a vario titolo sia nell’ambito delle attività, anche promozionali, del Comune di Castagnole sia in molte situazioni (scolastiche, di formazione di operatori culturali e territoriali, di riflessione teorica, ecc)come esempio di lettura dei profondi e a volte segreti rapporti che intercorrono fra una popolazione e il suo paesaggio. Si è proceduto quindi a reimpostare la stesura drammaturgica, ad effettuare nuove riprese, il doppiaggio, il montaggio fino ad ottenere un video ben strutturato della durata di m. 21’15’’.

- Parallelamente si è svolto il lavoro per la creazione della “Mappa del paesaggio culturale di Castagnole Monferrato”, realizzata in collaborazione con il pittore ed artista visivo Raffaele Jacchetti e con l’arch. Marco Bianchi sulla base delle immagini e delle storie raccolte. Si tratta di una sorta di “mappa di comunità”, elaborazione cartografico- artistica dell’immagine “emotiva” del territorio nella percezione dei suoi abitanti. ( Quest’idea, pur con autonome modalità, trova ispirazione nel lavoro che si sta svolgendo da diversi anni in Gran Bretagna sulle “Parrish maps” mutuato anche da un analoga esperienza in corso nella nostra regione nell’ambito ecomuseale biellese)

Si ritiene che le realizzazioni effettuate nell’ambito di questa processo di ricerca e cioè spettacolo multimediale, video, mappa di comunità, oltre a confluire nei più generali risultati della ricerca sul paesaggio culturale effettuata nell’ambito del progetto GAL Leader+, possano diventare patrimonio del comune di riferimento e dei suoi abitanti (nonché delle relative associazioni di comuni, comunità collinari, ecc.) e possano essere utili a vario titolo nell’ambito della vita della comunità nonché di quello della promozione turistica e culturale del territorio.

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