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Lo spettacolo ha debuttato al festival Santarcangelo dei teatri nel 1994
e ha realizzato nel 2000 il suo sesto anno di tournee.
"Maudie e Jane" ha ricevuto il Premio Fava e il Premio Ubu a
Judith Malina come miglior attrice.
La storia
E' la storia del rapporto difficile e fragile fra Jane, elegante giornalista
di successo, e Maudie, piccola e vecchia, che vive in una condizione al
limite della sopravvivenza.
Dal loro casuale incontro nasce una singolare amicizia dove le manie e
le abitudini di Maudie, la solitudine e le sue paure disegnano per Jane
un mondo assolutamente nuovo, disordinato e dolente.
Esplorato fino ai suoi estremi confini, fino alla morte di Maudie, costituirà
l'occasione per Jane di un profondo cambiamento esistenziale e morale.
Non c'è pietismo nell'azione di Jane, non c'è spazio in
lei per i "buoni sentiment", c'è una forte tensione che
la porta spesso allo scontro con Maudie, con se stessa.
Le azioni sono riferite ai più quotidiani bisogni pratici e anche
corporali dell'anziana Maudie cui fanno da contrappunto quelli di Jane.
Due corpi a confronto, due mondi a confronto che troveranno un livello
di convivenza e di simbiosi.
Jane ci conduce al centro dell'esperienza dolorosa e cruda vissuta con
Maudie sia attraverso una straniata analisi degli avvenimenti, sia mediante
il suo urlo interiore sugli interrogativi più inquietanti della
vita.
Il nostro lavoro
Il testo è tratto dal romanzo "Il diario di Jane Somers"
di Doris Lessing, un libro cult del post femminismo giunto in Italia alla
sua settima edizione.
Un libro sconvolgente che ci ha duramente messo in crisi.
Una storia che ci spinge a fare i conti con alcuni miti degli ultimi anni
(il successo, la carriera, l'indipendenza) e a confrontarci con problemi
che spesso sorvoliamo, rimuoviamo (l'essere anziani, la morte).
Un progetto teatrale in cui sognavamo di coinvolgere Judith Malina perché
il Living è stato un momento decisivo per la nostra formazione,
per le nostre scelte e perché Judith poteva ben rappresentare (con
vent'anni di meno) il carattere e l'energia di Maudie.
La scrittura drammaturgica, pur traendo ispirazione dal romanzo, sviluppa
un autonomo percorso linguistico.
Non c'è struttura narrativa lineare. Il tempo scorre liberamente
in avanti e indietro, telescopico.
Affiora continuamente il "testo mentale" delle due protagoniste
con dialoghi e monologhi assolutamente naturali ma corredati da irruzioni
dell'inconscio, da discordanze e strappi, da nodi intrapsichici, da letture
istantanee, sinapsi inaspettate.
Non tutto però è detto, non tutto è spiegato. Tali
discordanze sono semplici relitti galleggianti delle due vite e l'indecifrabilità
è la regola. E c'è il ruolo delle attrici come motori sensitivi.
I problemi emergono verbalmente ma vengono affrontati dai corpi, dagli
sguardi, dalle energie interne.
L'ambiente scenico è costituito da una striscia stretta e profonda,
su cui è difficile muoversi, agire.
Una sorta di "ponte" fra i mondi delle due donne, in salita
partendo da Jane, dal pubblico, da noi.
"Maudie e
Jane" visto da Judith e Lorenza
Ecco perché voglio fare Maudie e Jane: perché racconta il
rapporto tra due persone, una donna vecchia, povera e ammalata e una donna
di successo, giovane e forte. Un rapporto difficile ma necessario.
In un momento storico come questo, in cui la società si orienta sempre
più verso aspetti pragmatici piuttosto che valori ideali e sociali,
questo lavoro teatrale mostra un modo curiosamente concreto con cui le persone
forti e capaci possono aiutare i deboli nella loro lotta quotidiana alla
ricerca di una vita vissuta con dignità.
Judith Malina
Ci sono donne che hanno voluto cambiare il loro posto nel mondo ed hanno
rifiutato di esprimere se stesse solo nella famiglia. Si sono inventate
un'idea, un'azione. Alcune non hanno avuto dei figli, altre non si sono
neanche sposate, tutte hanno rifiutato di essere dipendenti da qualcuno
ed hanno provato disagio se qualcuno era dipendente totalmente da loro.
Se quelle donne leggono (o hanno letto, come me) Il Diario di Jane Somers,
riceveranno un calcio allo stomaco. Non solo perché ad una certa
età il futuro del corpo e della mente che decadono diventa più
visibile ma soprattutto perché ora c'è un compito che non
si può evitare e neanche del tutto gestire socialmente: la morte
dei propri vecchi.
E ci vuole una persona per stare vicino ad una persona.
La storia di Maudie e Jane mi ha colpito duramente, mi ha fatto capire qualcosa
che prima non avevo capito e mi ha confermato qualcosa che ho sempre pensato:
possiamo essere padri, madri, figli e nipoti anche al di fuori della famiglia
istituzionalmente definita, anzi probabilmente lo dobbiamo.
Per questo ho desiderato Maudie e Jane.
Lorenza Zambon |